Ricostruzione mammaria:
togliere un seno non è mai solo togliere un seno

 

L’impatto psicologico di una malattia deve considerare i significati personali e sociali attribuiti alla malattia e all’organo colpito. Il cancro evoca il concetto d’invasione subdola, di morte inevitabile. Costringe chi lo subisce ad un vissuto d’impotenza, creando un disagio, che nel cancro al seno può trovare amplificazione per i significati attribuiti a tale organo.

Un seno non è solo un seno

Il seno è fonte di nutrimento e assolve alla funzione materna diventando simbolo di vita, fertilità e prosperità. Tuttavia contemporaneamente è anche organo sessuale, prova d’identità femminile, strumento di seduzione ed erotismo, fonte di piacere. Da esso dipende, infine in larga misura la qualità del rapporto con la propria immagine corporea. Tant’è che “Il modo in cui una donna guarda il suo seno è un buon indicatore del suo grado di autostima”.

 

chirurgia ricostruttiva mammaria oncologica

L’immagine del proprio seno

Accanto a questa dimensione ne troviamo poi una privata, soggettiva, cioè la personale immagine corporea. Si tratta della rappresentazione mentale del proprio seno e non di ciò che lo specchio ci rimanda.

Nell’immagine corporea, infatti si uniscono aspetti fisiologici e psicologici, si confrontano comunanze e differenze, pudori ed esibizionismi, s’intrecciano le idee di ciò che è stato, che è, che si vorrebbe sia, che si pensa gli altri vedano e che si sente. L’immagine del proprio seno diviene allora testimone della biografia femminile. Tale rappresentazione amalgama i significati sociali e individuali, creando un’immagine soggettiva. Per questo motivo “esistono tanti seni quante le donne che lo portano e gli uomini che lo guardano”.

Il disagio di un cancro al seno si estende, infatti alle relazioni con partner, figli, genitori, poiché colpisce la mente del malato, l’anima ed il cuore di chi gli sta vicino. Succede allora che tale malattia sia interpretata come condanna divina, penitenza per un bisogno di vanità o un abbandono amoroso. Colei che si ammala è, perciò soggetta anche ad un giudizio morale. Non è un caso se i tumori alla mammella sono la tipologia più frequente di consultazione psiconcologica in Italia ed in Europa.

Iter ricostruttivo

Proprio alla luce di quanto appena detto, l’intervento di ricostruzione mammaria va interpretato come momento integrante dell’iter terapeutico del carcinoma mammario e conseguente mastectomia (asportazione della mammella). Il chirurgo generale e l’oncologo quindi devono essere coinvolti sin dall’inizio dell’iter nella decisione di procedere alla ricostruzione. La finalità della ricostruzione mammaria è quella di ottenere una neo-mammella il più possibile simile alla controlaterale per forma e per volume. Occorre, comunque essere consapevoli che nessun intervento di ricostruzione può ottenere una mammella identica alla controlaterale indenne.

Ricostruzione mammaria

La ricostruzione mammaria è basata su:

  • Ripristino dei tessuti cutanei e sottocutanei toracici
  • Creazione del rilievo mammario
  • Ricostruzione del complesso areola-capezzolo
  • Simmetrizzazione della mammella controlaterale.

Il tipo di ricostruzione dipende da:

  • Qualità e quantità dei tessuti residui
  • Disposizione delle cicatrici
  • Spessore del tessuto sottocutaneo
  • Elasticità della cute
  • Presenza del piano muscolare sottostante.
  • Eventuale trattamento radio e/o chemioterapico.

L’iter ricostruttivo può essere iniziato durante l’intervento di mastectomia, considerando in particolare prognosi a medio-lungo termine e condizioni generali di salute.

Grazie alla prevenzione ed alle più recenti acquisizioni oncologiche, radioterapiche e farmacologiche, sempre più spesso si praticano di routine interventi meno demolitivi rispetto al passato. Si ricorre cioè a mastectomie conservative NSM, SSM, SRM con risparmio del complesso Areola-Capezzolo, dell’intero mantello cutaneo o a un pattern a mastoplastica riduttiva, o ancora a quadrantectomie/tumorectomie associate a rimodellamento ghiandolare.

Il ripristino della nuova mammella avviene durante l’intervento demolitivo e si realizza con l’inserimento di una protesi definitiva o di un espansore mammario in sede retromuscolare o con l’uso di lembi autologhi peduncolati o microchirurgici (lembo di gran dorsale, D.I.E.P, lembo di gracile, T.R.A.M…).

(Sintesi tratta dalla tesi di specializzazione)