Informazioni utili sull’intervento

Argomento

L’inversione del capezzolo è causata da aderenze alla base del capezzolo causandone l’adesione al tessuto sottostante con un possibile grado di differenza fra i due capezzoli.

Alcune persone (in maggioranza donne, ma anche alcuni uomini) nascono con capezzoli introflessi a causa della struttura del capezzolo stesso o della pelle circostante, altre persone sviluppano invece questa condizione in seguito a una serie di cambiamenti nel tempo, come l’accorciamento dei dotti galattofori dovuto a stati infiammatorio od anche modificazioni significative nelle dimensioni e nel sollevamento del seno possono dare origine all’introflessione del capezzolo.

Circa un terzo delle donne alla prima gravidanza può sperimentare un certo grado d’introflessione del capezzolo

Dal punto di vista funzionale i capezzoli piatti o introflessi possono rendere difficile l’allattamento per sia per la madre che per il neonato.

Diagnosi

Per determinare se i capezzoli sono piatti o invertiti è sufficiente eseguire un semplice, sicuro ed efficace “pinch test” che non ha controindicazioni nemmeno se eseguito durante la gravidanza.


Trattamento

L’intervento chirurgico consigliato in caso di inversotelia ha lo scopo di risollevare il capezzolo, tagliando o preservando i dotti galattofori, a seconda che la paziente desideri o meno mantenere la possibilità di allattamento al seno.

Post trattamento

La correzione chirurgica viene eseguita in anestesia locale ed in regime ambulatoriale. Si dovrà indossare una piccola medicazione impermeabile per circa 7 giorni. I punti di sutura sono riassorbibili e le cicatrici quasi invisibili poiché camuffate dalla colorazione più scura dell’areola circostante. Rimane la possibilità di recidiva che comunque potrà essere corretta con un ulteriore piccolo intervento chirurgico.

Anestesia

Locale

Durata Intervento
30 – 40 minuti

Ricovero

Non necessario

Ritorno al Lavoro
2 – 3 giorni

Lavoro Faticoso

10 – 15 giorni

Attività sportiva

30 – 40 giorni

Da valutare nello specifico del caso con il chirurgo plastico per concorrenza di troppi fattori clinico-anatomici e morfostrutturali.