Onicocriptosi (unghia incarnita)


Onicocripotisi (unghia incarnita)

L’unghia incarnita è una malattia frequente e dolorosa, in cui una porzione di lamina ungueale penetra nei tessuti periungueali (cioè attorno all’unghia), creando una reazione infiammatoria. Coinvolge in genere uno o entrambi i lati del dito del piede e si riscontra più frequentemente in soggetti adolescenti e i giovani adulti, con predominanza maschile.

Fra i fattori favorenti l’incarnimento dell’unghia vi sono anomalie anatomiche come:
• Malallineamento congenito dell’alluce,
• Ipercurvatura dell’unghia,
• Ipertrofia dei cuscinetti laterali,
• Alluce valgo,
• Unghie trapezoidali.

Occorrono poi elementi precipitanti, a volte apparentemente banali, per far sviluppare l’intero quadro clinico. Quelli più frequenti sono di origine meccanica come:
Taglio improprio delle unghie,
Rimozione aggressiva delle cuticole per trattamenti estetici o onicotillomania,
Traumi ripetitivi,
Utilizzo di calzature inadeguate
Iperidrosi.

Diagnosi

La patogenesi dell’unghia incarnita non è ben chiara. La presenza di fattori predisponenti e precipitanti fa sì che frammenti appuntiti (spicole) della lamina ungueale penetrati nella piega laterale funzionino come corpo estraneo Questi causano irritazione, infiammazione e dolore e successivamente conducono alla formazione di un granuloma piogenico. L’eccesso di sudorazione peggiora il quadro clinico, causando macerazione dei solchi ungueali e microfratture della lamina, quindi facilita la penetrazione della lamina nei solchi ungueali.
Dopo che l’evento scatenante ha determinato la formazione di una spicula che penetra nei tessuti della piega laterale, si assiste alla comparsa e all’aggravamento graduale dei sintomi infiammatori.

La loro rilevanza permette di classificare l’unghia incarnita in 3 stadi clinici di severità crescente:
Stadio I. La piega laterale interessata è eritematosa, edematosa e dolente, in particolare alla palpazione. Il dolore è peggiorato da calzature e deambulazione.
Stadio II. L’infiammazione periungueale aumenta. Compare una reazione granulomatosa con formazione di un granuloma piogenico emergente dalla piega laterale, che copre parte della lamina. Tale granuloma è una proliferazione vascolare benigna che spesso si ulcera e sanguina. Il dolore è molto intenso.
Stadio III. Col passar del tempo, il tessuto di granulazione del granuloma induce la proliferazione di epitelio epidermico, che lo ricopre. In questo stadio la lamina è in gran parte ricoperta di cute lucida, eritematosa ed edematosa, ed appare più stretta.

Terapia

Il trattamento dell’unghia incarnita deve essere scelto in base alla causa ed allo stadio clinico.
Se la causa è individuabile in un trauma locale, la prima cosa da fare è il suo allontanamento (ad esempio cambiare la calzatura, evitare la manipolazione e il taglio improprio delle unghie).

La terapia è di tipo conservativo solo nel I stadio, in pazienti che non lamentano un dolore significativo e non presentano eccessivo eritema o essudato purulento.
In caso di recidive ricorrenti e nell’unghia incarnita di II e III stadio occorre rimuovere chirurgicamente il granuloma piogenico o il nuovo epitelio che lo ricopre e procedere alla onicectomia (cioè asportazione dell’unghia) parziale con plastica di matrice mediante tecnica classica o con fenolizzazione del corno laterale della matrice.
La fenolizzazione consiste nella distruzione, con l’uso di fenolo, della parte laterale della matrice dell’unghia, così da produrne un restringimento definitivo. L’intervento si effettua ambulatorialmente con anestesia locale del dito e ha una durata di circa 40 minuti.
È considerata la tecnica chirurgica migliore per il trattamento risolutivo dell’unghia incarnita. Si tratta del metodo più efficace, che offre il minor tasso di recidive a lungo termine e con scarso dolore post-operatorio.

Post trattamento

La degenza prevede arto in scarico per 48 ore dopo l’intervento. Dopo due giorni il paziente può riprendere l’uso delle calzature ed una normale vita sociale/professionale, evitando i traumi al dito (attività sportive) e la macerazione (bagni, piscina) per tre o quattro settimane.
La guarigione della ferita è in genere completa dopo 4 settimane, con maggiore velocità nei pazienti più giovani. L’esito finale, giudicabile dopo 6-8 mesi, porta non solo all’assenza di dolore, ma anche a un buon effetto estetico.

Anestesia

Locale

Durata Intervento
40 minuti

Ricovero

Non necessario

Ritorno al Lavoro
Dopo 48 ore

Lavoro Faticoso
Dopo 3 – 4 settimane

Attività sportiva

30 giorni

A partire da: 

200 euro